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Pierpaolo Bertocco, Managing Director CPM Italy

L’inizio dell’anno è sempre un momento di ispirazione, entusiasmo e sfida, ma è anche l’occasione per porsi nuovi obiettivi e pianificare strategie di miglioramento. In CPM siamo ambizioni, guardiamo avanti mantenendoci saldi al nostro DNA che mette le persone al centro di ogni nostra attività. 
Pierpaolo Bertocco, Managing Director di CPM Italy, ci racconta attraverso la visione per il 2023 e come possiamo continuare ad avere un impatto positivo sugli individui e avere l’autorevolezza per ispirare e influenzare il comportamento d’acquisto dei consumatori per crescere insieme ai nostri clienti.  




1) Come ogni azienda abbiamo ben chiari i nostri obiettivi di crescita in termini di fatturato, ma qual è la nostra ambizione in termini di posizione sul mercato, rapporto con i clienti e relazione con i talenti?

Il posizionamento di CPM negli ultimi anni è stato guidato da 3 obiettivi: qualità, affidabilità, innovazione. E’ un approccio strategico che necessita di tempo, attenzione e determinazione, e che passa attraverso ogni componente dell’organizzazione e dalla cultura dell’azienda. CPM ha scelto la cultura dell’eccellenza. L’ambizione è di essere riconosciuti eccellenti in ogni ambito: mercato, cliente e talenti. La crescita viene di conseguenza.

 

2) Si dice che un buon inizio è il ponte per gettare le basi di un futuro solido: CPM ha delle forti basi (ha alle spalle 85 anni di “servizio” nel mercato delle vendite a livello globale). Come possono queste dare la giusta spinta per il 2023, un anno, che a sentire gli esperti, sarà particolarmente sfidante per le aziende e per le persone? 

CPM, in particolar modo nel mondo anglosassone, è sempre stata leader di mercato per dimensione, esecuzione e innovazione. Gli ultimi 3 anni hanno portato a profonde riflessioni sull’approccio al mercato e ai clienti, e CPM ha già sviluppato un piano strategico per ritornare a guidare il mercato partendo proprio dall’innovazione che sarà la protagonista a partire dal 2023.

 

3) Quali sono a tuo parere le strategie e le iniziative che ci aiuteranno a muoverci alla stessa velocità delle richieste dei consumatori e, di conseguenza, dei nostri clienti, in uno scenario in cui lo shopping è sempre più ibrido? 

L’omnicanalità, e soprattutto l’esecuzione di una strategia multicanale che veramente crei una connessione fluida tra i diversi touchpoint è la grande sfida delle aziende oggi. Perché di omnicanalità si parla da un decennio e la spinta ad un comportamento d’acquisto ibrido si è drasticamente evoluta nel periodo pandemico ma poche aziende e distributori stanno riuscendo a portare a terra un’esperienza omnicanale gratificante ed efficace. CPM ha tutti gli strumenti per poter realizzare operativamente questo approccio internamente e con la collaborazione di partner internazionali.

4) Ogni brand cresce dall’interno, quindi grazie alle persone che vi lavorano. Quali sono secondo te le caratteristiche delle “CPM People” che saranno cruciali per continuare a crescere e vincere le sfide del mercato. E come CPM pensa di valorizzarle?  

Senza dubbio i brand crescono su una solida base creata all’interno. Per questo da sempre CPM adotta una politica di crescita primariamente dall’interno per poi integrare con figure provenienti dal mercato in modo da portare una visione diversa e più limpida, tipica di chi vede l’azienda con occhi nuovi. Ma la curiosità è l’elemento chiave per generare valore, unito al rispetto e alla condivisione delle esperienze come momento di crescita. CPM contribuisce a questo con un ambiente collaborativo e non competitivo, in cui ognuno può esprimere sé stesso unito ad un programma di mappatura delle competenze e di formazione.

 

5) Come partner delle vendite, in CPM dobbiamo essere sempre aggiornati su come si evolve il comportamento d’acquisto dei consumatori. Pensando, per esempio, a quelli che sono i “consumer trend” per il 2023, come una ancora maggiore esperienza d’acquisto personalizzata, lo shopping ibrido, l’impatto della coscienza ambientale, la “me mentality” ecc., quali consigli credi possano essere utili per la field force che quotidianamente si confronta con i consumatori? 

Una cosa nota ma certamente determinante per innescare la giusta relazione è mettersi nei panni dello shopper, empaticamente: in questo modo la visione dell’interlocutore diventa la nostra e consente di vedere meglio le esigenze, esplicite ed implicite, dei consumatori. Per adottare questo approccio aiuta certamente informarsi sui trend e sulle categorie di shopper in modo da cogliere più facilmente le aree di interesse e il miglior modo di comunicare. Ma occorre soprattutto la curiosità e la passione per il proprio lavoro.

 

6) Henry Ford diceva “puoi fare ogni cosa se hai l’entusiasmo”. Quali sono le cose che ti entusiasmano di più per il 2023? 

Abbiamo una grande chance di crescita e miglioramento. Innescata dagli eventi degli ultimi 2 anni che hanno creato una frattura molto evidente con il passato e le sue regole, e creato le basi per una sorta di rinascita individuale e collettiva. Fatta di un miglior rapporto tra lavoro e tempo libero, di una crescente digitalizzazione che porta maggiori efficienze e in questo modo libera spazio per dare maggior valore al pensiero e alla propria individualità. Ma fatta anche di nuovi valori e di nuovi mercati. Il 2023 sarà (ancora) un anno difficile e di transizione ma, pur in un contesto globale complesso, le opportunità saranno maggiori che in passato per chi vorrà abbracciare la via dell’eccellenza.

 

Leggi anche: Il Punto di Vista di Cristina Lazzati, Direttore Responsabile di Mark Up, GDO Week ed editorialista di La Repubblica Affari & Finanza

 

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